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05 Booklet DOMINUS REDEMPTOR Ok
DOMINUS REDEMPTOR
Tempo di Quaresima
PRESENTAZIONE
Più che in altri tempi liturgici è in quaresima che il canto gregoriano si afferma soprat-
tutto quale meditazione orante sui misteri di Cristo e della Chiesa. In parte ciò è dovuto
a fatti musicali, come la concentrazione di stilemi identici, come avviene nel caso delle
melodie del tratto, il canto interlezionale che lascia trasparire vistose tracce di un’arcai-
ca prassi salmodica. In parte il carattere meditativo è amplificato dall’insistenza su testi
affini, come avviene nell’indugiare sul testo del salmo 91 (90) che costituisce l’unica
matrice di tutti i canti della Messa nella I domenica.
Proprio i brani di questa domenica aiutano a scoprire e a riflettere sull’aderenza della
musica gregoriana non soltanto ai testi, ma anche e, in particolar modo, ai diversi
momenti dell’azione liturgica. Così i tre pezzi esemplificativi permettono di riconoscere
la maestria del compositore che, pur utilizzando un’unica fonte letteraria, svela i partico-
lari momenti celebrativi applicando al testo diversi e specifici stili melodici, nel nostro
caso quelli che caratterizzano l’introito, il tratto e l’offertorio.
Di fronte al tratto
Qui habitat in adiutorio Altissimi
- il brano più lungo dell’intero reper-
torio gregoriano - crollano tutti i parametri di valutazione derivati dall’estetica e dal gusto
moderno. Esso va semplicemente ascoltato nella preghiera senza nessun’altra pretesa
che di immergersi nella Parola di Dio. Il ripetersi delle formule rischierebbe altrimenti di
generare soltanto tedio e disgusto. Si tratta del caso in cui più che altrove è richiesto
all’uditore il pieno abbandono alla dinamica del testo con tutte le sue capacità evocati-
ve che rimbalzano dalla situazione storico-letteraria del salmista alla vita di Cristo (si
pensi all’episodio delle tentazioni) e alle quotidiane peripezie del credente: tre situazio-
ni personali che vedono la persona umana costretta sempre ad affrontare le provocazio-
ni del Maligno, ma anche incessantemente protetta e sorretta dalla mano di Dio e dei
suoi messaggeri.
Nella selezione dei canti propri delle successive domeniche quaresimali meritano parti-
colare attenzione il brano iniziale e l’antifona di comunione. L’introito già con le sole
prime parole presenta plasticamente un preciso orientamento spirituale della Chiesa
peregrina che si prepara con crescente intensità alle celebrazioni pasquali.
Tibi dixit cor
meum, Oculi mei semper ad Dominum, Lætare Ierusalem, Iudica me Deus:
sono le varie
articolazioni di una professione di fede che con trepidazione il popolo cristiano esprime
nella liturgia e testimonia nel quotidiano scandito dalle opere di misericordia e di peni-
tenza purificatrice. Una penitenza, quella quaresimale, che non ha nulla di lugubre o di
morboso, ma si vuole affermare nella vita dei singoli e dell’intera comunità quale aper-
tura luminosa all’esperienza pasquale. È sullo sfondo della partecipazione alla passione
di Cristo e del passaggio alla vita nuova - dalle tenebre alla luce, dal peccato alla grazia,
dall’indifferenza all’impegno, dall’incredulità alla fede appassionata, dalla paura umana
al coraggio evangelico - che si comprende adeguatamente, infatti, il grido e l’invito gio-
ioso che risuona a metà dell’itinerario quaresimale con le parole consolatrici del profeta
Isaia del
Rallegrati, Gerusalemme
(Is 66,10-11).
Le antifone alla comunione sono tutte riprese dai testi evangelici delle rispettive dome-
niche. È questo un accorgimento pedagogico della santa madre Chiesa per inculcare nei
credenti il senso della multiforme presenza di Cristo nel tempo della storia umana. Il
Signore presente nelle specie eucaristiche è il medesimo Gesù che ci ha parlato qualche
minuto prima attraverso la proclamazione di una pagina dei vangeli. La venerazione e
adorazione dell’ostia consacrata e l’intensità emotiva nel momento della comunione
sacramentale sono la misura del rispetto, dell’attenzione e della venerazione verso lo
stesso Signore Gesù presente nella Parola. E quanto questa stessa Parola ha suscitato nel
profondo del cuore, durante l’ascolto liturgico e la
lectio divina,
trova una sua espressio-
ne sonora nelle brevi e significative antifone che si intrecciano con versetti salmici e altre
riflessioni ecclesiali per accompagnare il rito della comunione in tutto il suo svolgimento.
La scelta dei brani evangelici e delle corrispondenti antifone di comunione è fatta nel
contesto della preparazione immediata dei catecumeni, di quanti si accingono a riceve-
re il battesimo nella veglia pasquale. In questa prospettiva molto ampia si inseriscono
particolari sottolineature di altri aspetti quali la conversione, la contrizione e l’impegno
alla penitenza. Sono queste le dimensioni tradizionali, ma pur sempre attuali che con liri-
smo appropriato canta l’inno iniziale
Audi benigne Conditor
attribuito a papa S. Gregorio
Magno († 604).
CANTORI GREGORIANI.
Sono un gruppo vocale a voci maschili che si dedica in modo esclu-
sivo allo studio e alla diffusione del canto gregoriano. Costituito interamente da specialisti, l’en-
semble fonda la propria proposta esecutiva sull’indagine semiologica, ossia sullo studio delle
antiche fonti manoscritte risalenti ai secoli X-XI. La proposta interpretativa del gruppo intende por-
re in evidenza, attraverso gli strumenti propri della semiologia, la forza espressiva del canto gre-
goriano, ossia la corretta ripresentazione musicale dell’antica tradizione esegetica dei sacri testi.
Fondatore e direttore del gruppo è Fulvio Rampi, dottore in canto gregoriano alla scuola di Luigi
Agustoni, docente di Prepolifonia al Conservatorio di Torino e M° di Cappella della Cattedrale di
Cremona.
L’attività dei Cantori Gregoriani è molto intensa. Essi vantano numerosissime presenze in Italia
e all’estero (Spagna, Portogallo, Svizzera, Austria, Germania, Polonia, Belgio, Slovenia, Libano,
Brasile) per conto di importanti associazioni musicali e culturali. Dal 1995 al 1998 il coro ha
effettuato quattro tournées in Giappone, dove ha tenuto concerti nelle principali città (Tokyo,
Kyoto, Osaka, Hiroshima, Kumamoto, Nagano, Yokohama). Nel 1996 ha partecipato, come
unico complesso di canto gregoriano, al Festival di musica ortodossa con un concerto nella Sala
Grande del Conservatorio Ciaikovski di Mosca (Russia). Nel 2002 il gruppo è stato invitato a
tenere due concerti nell’ambito del prestigioso Festival dei due mondi di Spoleto e nel 2003 ha
preso parte al Festival monteverdiano di Cremona e al Ravenna Festival con una esecuzione
nella Basilica di S. Vitale.
Vasta è anche la produzione discografica per conto di importanti case discografiche italiane ed
estere (Rusty Records, PDU-EMI, JVC Giappone, Paoline, Sarx Records, ARCANA-WDR). Il coro
ha inoltre effettuato registrazioni per la Radio svizzera Suisse Romande, per la Radio tedesca
WDR, per la televisione austriaca ORF e per la televisione giapponese NHK.
A testimonianza dell’attenzione e della partecipazione attiva alla vivace fase storica del recupe-
ro del canto gregoriano l’associazione ha dato vita nel 1993 alla rivista specialistica “Note gre-
g o r i a n e ” .
Negli ultimi anni i Cantori Gregoriani hanno affiancato all’attività artistica e di ricerca la promo-
zione di iniziative autogestite a carattere didattico. Dal 1996 viene organizzato, nel periodo esti-
vo, il Corso di canto gregoriano “Il suono della Parola”, al quale sono intervenuti prestigiosi rela-
tori quali il Card. Carlo M. Martini, Mons. Gianfranco Ravasi, il Priore della Comunità monasti-
ca di Bose Enzo Bianchi. Il corso è frequentato da musicisti, animatori liturgici, direttori di coro
e cantori provenienti da ogni parte d’Italia.
Giacomo Baroffio
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DOMINUS REDEMPTOR
Tempo di Quaresima
III DOMENICA DI QUARESIMA
9. OCULI MEI - Introitus (Ps 24,15.16 et 1-2)
(Versetto: Emmanuele Brambilla)
10. QUI BIBERIT AQUAM - Communio (Io 4,13.14; Is 12,3.6)
(Versetti: Emmanuele Brambilla)
1. AUDI BENIGNE CONDITOR - Hymnus
I DOMENICA DI QUARESIMA
2. INVOCABIT ME - Introitus (Ps 90,15.16 et 1)
(Versetto: Emmanuele Brambilla)
3. QUI HABITAT - Tractus (Ps 90,1-7 et 11-16)
(Versetti pari: Giorgio Merli)
4. SCAPULIS SUIS - Offertorium (Ps 90,4.5)
IV DOMENICA DI QUARESIMA
11. LÆTARE IERUSALEM - Introitus (Is 66,10.11; Ps 121,1)
(Versetto: Enrico De Capitani)
12. LÆTATUS SUM - Graduale (Ps 121,1 et 7)
(Versetto: Emmanuele Brambilla)
13. LUTUM FECIT - Communio (Io 9,6.11.38; Ps 26,4)
(Versetti: Alessandro Riganti)
II DOMENICA DI QUARESIMA
5. TIBI DIXIT COR MEUM - Introitus (Ps 26,8.9 et 1)
(Versetto: Emmanuele Brambilla)
6. SCIANT GENTES - Graduale (Ps 82,19 et 14)
(Versetto: Giorgio Merli)
7. VISIONEM - Communio (Mt 17,19; Ps 96,6.9)
(Versetti: Emmanuele Brambilla)
V DOMENICA DI QUARESIMA
14. IUDICA ME DEUS - Introitus (Ps 42,1.2 et 3)
(Versetto: Giorgio Merli)
15. CONFITEBOR TIBI DOMINE - Offertorium (Ps 118,7.10.17.25)
16. VIDENS DOMINUS - Communio (Io 11,33.35.39.43.44; Ps 94,6.7)
(Versetto: Giorgio Merli)
17. NEMO TE CONDEMNAVIT - Communio (Io 8,10.11; Ps 31,1.2)
(Versetti: Angelo Corno)
SABATO II SETTIMANA DI QUARESIMA
8. OPORTET TE - Communio (Lc 15,32; Ps 31,1.2)
(Versetti: Giorgio Merli)
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FONTI
1. AUDI BENIGNE CONDITOR - Hymnus
Audi, benigne Conditor,
Nostras preces cum fletibus,
Sacrata in abstinentia
Fusas quadragenaria.
Scrutator alme cordium,
Infirma tu scis virium;
Ad te reversis exhibe
Remissionis gratiam.
Multum quidem peccavimus,
Sed parce confitentibus,
Tuique laude nominis
Confer medelam languidis.
Sic corpus extra conteri
Dona per abstinentiam,
Ieiunet ut mens sobria
A labe prorsus criminum.
Præsta, beata Trinitas,
Concede, simplex Unitas,
Ut fructuosa sint tuis
Hæc parcitatis munera. Amen.
ANTIPHONALE MONASTICUM, Solesmes 1934:
1
GRADUALE TRIPLEX, Solesmes 1979:
2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12,13,14,15,16,17
Ascolta, o Creatore benigno,
le nostre preghiere e il nostro pianto
in questo sacro digiuno
quaresimale.
Tu, puro scrutatore dei cuori,
conosci la debolezza delle nostre forze;
a colui che a te ritorna
mostra la grazia del perdono.
Molto invero abbiamo peccato,
ma assolvi chi si pente;
a lode del tuo nome
porta il farmaco ai deboli.
Così dona un corpo
integro per l’astinenza,
affinché la mente sobria
non precipiti nel peccato.
Beata Trinità, aiutaci,
concedi, o semplice Unità,
che ai tuoi fedeli porti frutto
il dono del digiuno.
Codici
C
cod. S. Gallo, Stiftsbibl. 359, sec. X, Cantatorium (
Paléographie Musicale
II/2 e
Monumenta Palæographica Gregoriana III,
Münsterschwarzach 1987)
E
cod. Einsiedeln, Stiftsbibl. 121, Graduale sec. X (
Pal. Mus.
I/4)
L
cod. Laon, Bibl. Municipale 239, Graduale sec. X (
Pal. Mus.
I/10)
Ch
cod. Chartres, Bibl. Municipale 47, Graduale sec. X (
Pa l . Mus.
I / 1 1 ) , originale distrutto
Bv 33
cod. Benevento, Bibl. Cap. 33, Graduale sec. X-XI (
Pal. Mus.
I/20 e
Monumenta
Palæographica Gregoriana I,
Münsterschwarzach 1986)
Bv 34
cod. Benevento, Bibl. Cap. 34, Graduale-Trop. sec. XI-XII (
Pal. Mus.
I/15)
Albi
cod. Paris, Bibl. Nat. lat. 776, Graduale-Trop. di Albi (edizione privata a cura di G.
Joppich per i corsi di canto gregoriano di Essen e di Cremona)
S t . Y r i e i x
cod. Paris, Bibl. Nat. lat. 903, Graduale-Trop. di St. Yrieix (
Pal. Mus.
I/13)
Graz
cod. Graz, Universitätsbibl. 807, Graduale di Klosterneuburg sec. XII (
Pa l . Mus.
I / 1 9 )
M t p
cod. Montpellier, Bibl. de la Faculté de Médecin H. 159, Graduale (
Pal. Mus.
I/8)
Kar
cod. Karlsruhe, Badische Landes Bibl. Aug. LX, Antifonario di Reichenau, sec. XII
( C o -Vi s i o n e m )
I DOMENICA DI QUARESIMA
2. INVOCABIT ME - Introitus (Ps 90,15.16 et 1)
Invocabit me, et ego exaudiam eum:
eripiam eum, et glorificabo eum:
longitudine dierum adimplebo eum.
Qui habitat in adiutorio Altissimi,
in protectione Dei cæli commorabitur.
M’invocherà e gli darò risposta,
lo salverò e lo renderò glorioso,
lo sazierò di lunghi giorni.
Colui che abita al riparo dell’Altissimo
dimorerà nella protezione del Dio del cielo.
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3. QUI HABITAT - Tractus (Ps 90,1-7 et 11-16)
Qui habitat in adiutorio Altissimi,
in protectione Dei cæli commorabitur.
Dicet Domino: Susceptor meus es,
et refugium meum, Deus meus:
sperabo in eum.
Quoniam ipse liberavit me
de laqueo venantium,
et a verbo aspero.
Scapulis suis obumbrabit tibi,
et sub pennis eius sperabis.
Scuto circumdabit te veritas eius:
non timebis a timore nocturno.
A sagitta volante per diem,
a negotio perambulante in tenebris,
a ruina et dæmonio meridiano.
Cadent a latere tuo mille,
et decem millia a dextris tuis:
tibi autem non appropinquabit.
Quoniam Angelis suis mandavit de te,
ut custodiant te in omnibus viis tuis.
In manibus portabunt te,
ne unquam offendas ad lapidem pedem tuum.
Super aspidem et basiliscum ambulabis
et conculcabis leonem et draconem.
Quoniam in me speravit, liberabo eum:
protegam eum,
quoniam cognovit nomen meum.
Colui che abita al riparo dell’Altissimo
dimorerà nella protezione del Dio del cielo.
Dica al Signore:
“Mio rifugio e mia fortezza,
mia roccia in cui confido”.
Egli ti libererà
dal laccio del cacciatore,
dalla peste che distrugge.
Ti coprirà con le sue ali
e sotto le sue penne troverai rifugio.
La sua verità ti circonderà come uno scudo:
non temerai i terrori della notte.
Né la freccia che vola di giorno,
né la peste che vaga nelle tenebre,
né lo sterminio che devasta a mezzogiorno.
Mille cadranno al tuo fianco
e diecimila alla tua destra:
ma nulla ti colpirà.
Egli darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutti i tuoi passi.
Sulle loro mani ti porteranno
perché non inciampi nella pietra il tuo piede.
Camminerai su aspidi e vipere,
schiaccerai leoni e draghi.
Lo salverò perché a me si e affidato;
lo esalterò
perché ha conosciuto il mio nome.
Invocabit me, et ego exaudiam eum:
cum ipso sum in tribulatione.
Eripiam eum, et glorificabo eum:
longitudine dierum adimplebo eum,
et ostendam illi salutare meum.
M’invocherà e gli darò risposta;
presso di lui sarò nella sventura.
Lo salverò e lo renderò glorioso,
lo sazierò di lunghi giorni
e gli mostrerò la mia salvezza.
4. SCAPULIS SUIS - Offertorium (Ps 90,4.5)
Scapulis suis obumbrabit tibi Dominus,
et sub pennis eius sperabis:
scuto circumdabit te veritas eius.
Il Signore ti coprirà con le sue ali,
sotto le sue penne troverai rifugio;
la sua verità ti circonderà come uno scudo.
II DOMENICA DI QUARESIMA
5. TIBI DIXIT COR MEUM - Introitus (Ps 26,8.9 et 1)
Tibi dixit cor meum,
quæsivi vultum tuum,
vultum tuum Domine requiram:
ne avertas faciem tuam a me.
Dominus illuminatio mea,
et salus mea: quem timebo?
A te ha detto il mio cuore:
“Ho cercato il tuo volto”.
Il tuo volto, Signore, io cerco,
non nascondermi il tuo volto.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò paura?
6. SCIANT GENTES - Graduale (Ps 82,19 et 14)
Sciant gentes quoniam nomen tibi Deus:
tu solus Altissimus super omnem terram.
Deus meus, pone illos ut rotam,
et sicut stipulam ante faciem venti.
Tutti sappiano che hai nome “Signore”:
tu solo sei l’Altissimo su tutta la terra.
Mio Dio, rendili come ruota,
come pula dispersa dal vento.
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